Pubblicazioni

La Due Diligence secondo la Norma ISO 37001

La Norma ISO 37001, il nuovo standard per i sistemi di gestione anti-corruzione, atteso per la pubblicazione alla fine del 2016, sarà più dettagliata sull'argomento, oltre che più considerata a livello internazionale, di alcune linee guida in materia pubblicate fino ad oggi.

L'attuale bozza della Norma ISO 37001 prevede che lo svolgimento di controlli/valutazioni sulle attuali e future terze parti interessate (stakeholders), così come sugli shareholders (o soci in affari che dir si voglia) sia un componente chiave di una corretta Due Diligence anti-corruzione.

La Norma ISO 37001 va, quindi, oltre quanto indicato nella Convenzione OCSE contro la Corruzione e nella DOJ/SEC FCPA Resource Guide sulla questione di quale tipo di Due Diligence sia appropriata.

Nel file allegato, sono illustrati i punti salienti.

 

Nuovo Codice degli Appalti e Norme ISO e BS

Il Nuovo Codice Appalti (Decreto legislativo n. 50 del 2016) contiene numerose prescrizioni che premiano l’adozione di Sistemi di Gestione del Rischio e della Compliance, basati su Standard quali ISO o BS, utilizzati sia come strumenti di Qualificazione che come mezzi di Prova per verificare la conformità di prodotti e servizi oggetto dei bandi, oltre che come strumenti per l’attribuzione del Rating di Legalità e per la riduzione delle Garanzie da prestare.

In una relazione, presentata in occasione dell'importantissimo seminario sul tema del Rating di Legalità, organizzato il 7 Luglio 2016, presso la Sala Vanvitelli dell'Avvocatura dello Stato, l'Ing. Ciro Strazzeri, Presidente di Asso231, ha ndividuato i punti del Nuovo Codice degli Appalti e del Regolamento attuativo in tema di Rating di Legalità nei quali vengono citate gli Standard relativi ai Sistemi di Gestione del Rischio e della Compliance ed i contenuti, scopi e finalità dei suddetti Standard.

Il Video integrale della Relazione è disponibile sul Canale Youtube di Asso231, raggiungibile dalla sezione Video del presente sito.

Chi desiderasse scaricare la presentazione in formato pdf, potrà fare click sul link sottostante.

La lotta alla corruzione e la responsabilità penale delle società all'estero

"La corruzione è un fenomeno diffuso, che solleva serie preoccupazioni morali e politiche, che danneggia un buon governo, che ostacola lo sviluppo economico e che altera la concorrenza. Essa mette a repentaglio la lealtà, erode la giustizia, mina i diritti umani; è un ostacolo alla riduzione della povertà, distrugge la fiducia nelle istituzioni ed interferisce col funzionamento equo ed efficiente dei mercati.

I governi hanno fatto progressi nell’affrontare questo argomento all’interno delle proprie leggi nazionali e internazionali per cui, nella maggior parte delle giurisdizioni, è un reato, per le organizzazioni e gli individui, impegnarsi in atti corruttivi."

Questo è quanto riportato nella ISO/CD 37001, il progetto di Standard Internazionale per la realizzazione di "Sistemi di Gestione Anticorruzione"; e sul tema dell'Anticorruzione e della Responsabilità Penale delle Società, ho tenuto una relazione in occasione dei Compliance Days, svoltisi il 26-27 Maggio 2016 presso la sede della Regione Lombardia.

Per l'occasione, ho avuto modo di illustrare i principali riferimenti normativi in materia di Anticorruzione in Italia ed all'estero, con focus su UK e USA, annunciando, appunto, anche il prossimo avvento dello Standard ISO 37001.

Ho, allo scopo, preparato una presentazione in MS Power Point (c), accompagnata anche da una brevissima intervista, che è possibile visionare, visitando il nostro Canale Youtube al link seguente

https://youtu.be/4OTUuCkXi_I

Di seguito, invece, il link per scaricare la presentazione.

La Responsabilità Amministrativa-Penale delle imprese tra Italia ed UK

Abstract

Dal luglio 2011 è entrato in vigore nel Regno Unito il “Bribery Act 2010” (BA), con il quale è stata disciplinata sia la corruzione nell’ambito della Pubblica Amministrazione sia la corruzione privata, con abrogazione della precedente normativa.

La legge britannica ridefinisce il concetto di corruzione (naturalmente già preesistente) e recepisce la convenzione internazionale Ocse sugli illeciti pagamenti a funzionari stranieri, contemplando il bribery come la concessione di un vantaggio ad un altro soggetto affinché quest’ultimo abbia un comportamento “inappropriato” (improper): all’epoca della pubblicazione, la principale differenza rispetto alla normativa italiana era che l’introduzione in Gran Bretagna del reato di corruzione privata che, in adempimento della Decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio UE sulla lotta contro la corruzione nel settore privato (a data 22 luglio 2003), gli Stati Membri erano tenuti ad introdurre nei propri ordinamenti entro il termine del 22 luglio 2005, ma che in Italia dovette attendere il 2012 per essere codificato.

Evidente appare il parallelismo tra la norma britannica e quanto stabilito dal D.Lgs. 231/2001 per la responsabilità delle organizzazioni private (relativamente ai reati corruttivi; per la controparte pubblica la materia è gestita dalla Legge 190/12 e dai Decreti ad essa correlati, ad esempio il D.Lgs. 33/13 in materia di Trasparenza), in quanto la responsabilità dell’ente sussiste nel caso di commissione di un reato di corruzione da parte di una persona che abbia con l’ente una relazione qualificata, preesistente alla commissione del reato e sempre che non esistano modelli organizzativi e procedure adeguate. A differenza, tuttavia, di quanto disposto dal legislatore italiano, il Bribery Act non prevede l’istituzione di alcun organo di controllo interno all’impresa, omologo del cd. Organismo di Vigilanza previsto dalla disciplina italiana di cui al citato D.Lgs. 231/2001.......


Per leggere la monografia completa, scarica il file allegato.

Il caso Thyssen - Storia Processuale

Asso231 ha realizzato una presentazione in "formato slide" che ricostruisce la storia del cosiddetto "Caso Thyssen", partendo dalla descrizione dell'evento disastroso, avvenuto nella notte tra il 5-6 Dicembre 2007, per arrivare alla sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione - 18 settembre 2014 (ud. 24 aprile 2014), n. 38343 - Presidente Santacroce, Relatore Blaiotta, P.G. Destro.

Una durissima battaglia legale e sociale che con la sentenza di primo grado aveva "sconvolto" la giurisprudenza italiana con una condanna per "omicidio volontario" al Datore di Lavoro, unica nella storia della Repubblica. Condanna poi "ridotta" nel successivo processo di Appello e per quanto stabilito dalla Cassazione.

"Dolo eventuale" o "Colpa cosciente"? Su questo interrogativo, sono stati spesi 5 anni di un iter processuale senza precedenti, il cui testo delle sentenze rappresenta un vero e proprio "trattato" degno di un corso universitario.

La presentazione realizzata da Asso231 è la più completa attualmente disponibile sul web ed è a disposizione di chiunque desideri utilizzarla anche come strumenti didattico, nel rispetto delle clausole di Licenza Common Creative.

Per scaricare la presentazione, fai click sul link sottostante.

Il Caso Thyssen Il Caso Thyssen [479 Kb]